L’orto alpino

giardino ritagliato

I 15.000 metri di terreno che circondano il manufatto rurale si sviluppano da nord-ovest a sud-est ad una altitudine variabile tra i 620 ai 660 metri s.l.m.
La pendenza è variabile e si riduce in modo significativo nella parte meridionale, infatti è possibile notare zone pianeggianti, simili a terrazzamenti che fino ad una ventina d’anni fa erano coltivati a cereali e/o mais.
Parallelamente scorrono due rii, che hanno segnato in modo evidente il rilievo collinare. Per la coltivazione dell’orto si è deciso di sfruttare i terrazzamenti esistenti, poichè già bonificati nel passato dalle grosse pietre e più accessibili ad eventuali mezzi meccanici.
Il terreno, lasciato a prato per anni, è stato arato all’inizio di febbraio, sovesciando il manto erboso, per migliorare le proprietà del terreno. Il sovescio, infatti, influenza positivamente le caratteristiche chimiche, fisiche e microbiologiche del terreno, rappresentando una fonte rilevante di azoto. Durante l’inverno, a seguito dei lavori di sistemazione della parte boschiva, sono stati bruciati, sul campo arato, scarti di potatura contribuendo, con la cenere, all’arricchimento del terreno di minerali e carbonio. Il manto erboso, la cenere e gli scarti di materiale organico interrati durante l’inverno rappresentano una fonte rilevante di humus e nutrienti per le diverse coltivazioni, alternativi all’utilizzo di fertilizzanti chimici.

Si possono individuare 3 terrazzamenti:
– il primo, più grande e alla base della collina, è stato recintato per proteggerlo da caprioli e cervi. Si coltivano specie orticole da foglia – come radicchi, insalate, spinaci, biete e brassicacee – fagioli, porri, rape nere, zucche, zucchine e pomodori;
– il secondo, a un livello intermedio, in questa annata agricola è stato lasciato a riposo. Sovesciato nel mese di ottobre, sarà pronto per la prossima stagione 2012;
– il terzo ed ultimo durante quest’anno ha prodotto cipolle, patate, carote, rape, bieta e piselli.